I piccoli editori crescono e si affidano all’online

Si consolida sempre più la crescita dei piccoli editori che si affidano all’online. Ci riferiamo ai marchi editoriali indipendenti con un venduto a prezzo di copertina, inferiore ai 16 milioni di euro. I numeri di tale crescita e trasformazione si possono trovare sul sito dell’AIE, l’Associazione Italiana Editori.

Non solo solo però i piccoli editori ad affidarsi al digitale. Il vero business arrivare dall’e-commerce e di pari passo aumenta anche l’attenzione per redazionali e marketing. Se da un lato si consolida la presenza online, dall’altra diminuisce, come conseguenza, l’interesse per il cartaceo anche se il lavoro è quello di adoperarsi per l’integrazione tra carta-digitale.

Le librerie online rappresentano il primo canale di vendita per i piccoli editori, la crescita sarebbe una conseguenza delle abitudini dei lettori agli acquisti sul web, ma potrebbe anche ritenersi obbligata visto un minore assortimento nelle librerie della produzione dei piccoli editori.

La piccola libreria ha sempre avuto difficoltà a conquistare spazio e visibilità nei canali di vendita, affidandosi online però “anche i piccoli editori crescono”. In questo modo, anche i piccoli editori che non potevano essere trovati facilmente in libreria, conquistano il loro spazio nel web. 

E’ fondamentale avere una tipografia di riferimento nel mercato dell’e-commerce, in grado di garantire prezzi competitivi anche sulle piccole tirature, come GR-Service, tra le migliori sul mercato.

Per anni si è parlato dell’editoria italiana in crisi, ma al fianco dei grandi gruppi industriali, ci sono anche le piccole case editrici che stanno diventando sempre più una realtà web e che garantiscono autopubblicazioni. A cambiare sono le abitudini dei lettori che trovano nei piccoli editori un progetto culturale più vicino forse, alle aspettative. Internet, di fatto, ha permesso una vera e propria democratizzazione nell’accesso al mercato.

Il successo di un autore, o l’insuccesso, oggi viene decretato dalla quantità di testi immessi sul mercato, lasciando al lettore, il potere decisionale, quello che prima era influenzato dalle grandi case editrici. Questo “filtro”, che prima era rappresentato dall’editore, ora sembra essere stato rimosso, quello che invece bisogna chiedersi è se è giusto oppure no, offrire a tutti le stesse possibilità di pubblicare un testo: grandi case editrici e piccoli editori.