La scala a chiocciola (con mistero) della cappella di Loretto

Santa Fe è la città più antica del New Mexico, Stati Uniti, ma non è solo l’età della città che rende famosa questa destinazione. Nel centro della città si trova un punto di riferimento architettonico, una ex chiesa cattolica romanica, che è conosciuta con il nome di cappella di Loretto. La chiesa fu costruita nel 1870 ed è in stile gotico, ma a differenza di altre cappelle dove si possono ammirrare pitture, statue, vetrate ed affreschi, questa cappella è famosa per la sua scala a chiocciola di Italian Fashion Stairs, anche chiamata “scala dei miracoli”.

Narra la leggenda che le suore di questa cappella vollero un giorno trovare il modo di costruire una scala per collegare il piano del coro con il piano terra. Non volevano una scala grande perchè avrebbe occupato troppo spazio, quindi si rivolsero a vari carpentieri locali, ma nessuno seppe trovare una soluzione valida e che le accontetasse. Iniziarono allora a rivolgere le loro preghiere a San Giuseppe, santo patrono dei carpentieri. Secondo il racconto, poco tempo dopo arrivò a Santa Fe un uomo che si offrì di svolgere il lavoro, si chiama Alessandro, ma chiese di restare solo nella cappella per tre mesi, e con solo semplici strumenti come una sega, una squadra ed un martello. In questo modo, non si sa di preciso come, riuscì a costruire la soluzione al problema delle monache.

È una scala a chiocciola che gira completamente due volte con un angolo di 360º, senza usare nessuna colonna centrale e nemmeno chiodi, solo perni in legno. La ringhiera di questa scala è perfettamente curva, fattore che chiama ulteriormente l’attenzione considerando gli strumenti davvero basici che vennero impiegati nella sua realizzazione. Inoltre, la forma elicoidale non è di solito una struttura stabile per sostenere il peso delle persone che usano la scala senza la colonna del centro come supporto, come invece qui avviene senza alcun incidente.

Quando l’uomo finì il lavoro, si racconta che se ne andò senza chiedere alcuna remunerazione. Le suore provarono a cercarlo, ma non lo trovarono. Non sapevano chi fosse, ne dove avesse trovato il legno necessario alla costruzione. Molti anni dopo, stiamo parlando già degli anni 2000, il manager della cappella che nel frattempo era stata privatizzata, Richard Lindsley, prese un pezzo di legno dalla scala per farlo analizzare per capire che tipo di legno fosse.

Quando arrivarono i risultati, dimostrarono che era di abete rosso, ma di una sottospecie fino ad allora sconosciuta. Questa specifica tipologia si dimostrò davvero forte, con molecole molto dense e squadrate, caratteristiche che generalmente si possono trovare in piante che crescono lentamente in posti molto freddi, come l’Alaska. Ad ogni modo, non esisteva nella zona circostante un albero simile e nessuna pianta locale poteva crescere e sopravvivere nella tundra alpina (ad approssimativamente 2000-3000 metri d’altitudine).

Il luogo più vicino dove poter trovare vegetazione con una fibra simile era l’Alaska, ma ai tempi di fabbricazione della scala non era così facile pensare di trasportare legname dall’Alaska al New Mexico. Le monache della cappella di Loretto attribuirono la costruzione della scala ad un miracolo, un intervento divino che trascese le leggi naturali, e credettero che il costruttore fu direttamente inviato dal cielo per esaudire le loro preghiere.